Documenti · Torino · 1784
Testamento di Gaspare Tignola
[Archivio, serie, registro, foglio]
6 p.Testo italiano (trascrizione)
Testamento dell’Illustrissimo Signor Gaspare Tignola Registro delle Insinuazioni del Senato di Piemonte, n° 3390, fogli 1739–1744
I. Atto di apertura e pubblicazione
Torino, 23 gennaio 1784
L’Anno del Signore Mille Settecento ottantaquattro, alli ventitrè del mese di Gennaro, su le undici ore antimeridiane alla Francese, in Torino, avanti di me Notaio Reale sottoscritto, et alla presenza delli Signori Matteo Lorenzo Soffietti et Paulo Ristatore, ambedue nativi et residenti in questa Città, Testimonii presenti, idonei et astretti, seco me qui in calce sottoscritti.
È comparso l’Illustre Signor Severino Paspirano, figlio del vivente Signor Notaio Carlo Saverio, nativo del luogo di San Salvatore, domiciliato in questa Città, il quale in qualità di Procuratore specialmente costituito dall’Illustrissima Signora Genoieffa Tignola — figlia del fù Signor Giacomo Maria, nativa di questa Città et ivi domiciliata, Vedova del fù Illustrissimo Signor Avvocato Carlo Devecchi —, ha esposto a me detto Notaio, che su le undici ore antimeridiane di questo giorno è deceduto in questa Città l’Illustrissimo Signor Maggiore nel Corpo Reale d’Artiglieria Gaspare Tignola, fratello unico di detta Signora Devecchi ; e sapendo che questi aveva fatto il suo ultimo Testamento, presentato sigillato avanti di me nell’atto delli ventinovè Ottobre scorso, richiede, nella sua qualità di Procuratore, che detto Testamento sia aperto e pubblicato.
In seguito a tale richiesta, io detto Notaio, ottenuta la presenza di Giuseppe Giordano, figlio del fù Guglielmo, nativo della Città di Savigliano, e di Giuseppe Bonzanino, figlio del fù Antonio, nativo del Borgo d’Ales, ambedue domiciliati in questo luogo — li quali hanno attestato d’aver ambedue assistito il Signor Maggiore Tignola nella sua malattia, et d’averlo veduto dopo il decesso nella sua camera e nel suo letto —, ho presentato il mio minutario dell’Anno 1783 et individuato al foglio 160 l’atto di presentazione del Testamento di detto Signor Maggiore Comandante Gaspare Tignola, datato li ventinovè Ottobre 1783, sottoscritto in calce da sette Testimonii : Gioanni Michele Fornesi, Matteo Lorenzo Soffietti, Gioanni Colino, Giuseppe Antonio Cenetti, Giacomo Ganibola, Gioanni Gionetti, Paulo Ristatore.
È stata constatata l’esistenza d’un piego oblungo recante il numero 102, corrispondente al foglio di presentazione, et recante le parole « Testamento sigillato da me Gaspare Tignola », munito di tre borchie di ceralacca rossa, con tre sigilli impressi d’una cifra formante la lettera X inquadrata. Li tre sigilli sono stati riconosciuti intatti. Ad istanza del Signor Paspirano, Procuratore, li sigilli sono stati infranti. Il piego è risultato consistere in un foglio di carta bollata di otto pagine, che comincia con le parole « Riflettendo alla mia condizione mortale, io sottoscritto Maggiore Comandante » et termina con la data delli 29 Ottobre 1783 et la sottoscrizione Gaspare Tignola Testatore. Il documento è stato letto alla presenza di tutti li Testimonii, indi inserto nel minutario.
Firme : Severino Paspirano, Procuratore — Giuseppe Giordano, Testimonio — Segno di croce di Giuseppe Bonzanino, Testimonio illetterato — Matteo Lorenzo Soffietti, Testimonio — Paulo Ristatore, Testimonio.
Nota del Notaio : La presente minuta, di mano di Matteo Lorenzo Soffietti, contiene otto fogli di cinque pagine, et la Presentazione un foglio di due pagine.
In fede et di mia propria mano : Vincenzo Gajdo, Notaio.
II. Procura Speciale
Inserita nell’atto, stesso giorno
L’Anno Mille Settecento ottantaquattro, alli ventitrè Gennaro, in Torino, avanti di me Notaio Reale et delli Testimonii sottoscritti, è comparsa et si è personalmente costituita la detta Illustrissima Signora Genoieffa Tignola, figlia del fù Giacomo Maria, Vedova del fù Avvocato Carlo Devecchi, nativa di questa Città et ivi domiciliata, la quale, come interessata nell’eredità lasciata dal fratello l’Illustrissimo Signor Gaspare Tignola, Maggiore del Reggimento d’Artiglieria, all’effetto di compiere tutte le diligenze necessarie per l’apertura della disposizione testamentaria et ogni altra che giudicasse opportuna, ha costituito Procuratore Speciale l’Illustre Signor Severino Paspirano, figlio del vivente Signor Notaio Carlo Saverio, del luogo di San Salvatore, domiciliato in questa Città, con tutti li poteri necessari.
Firme : Genoieffa Devecchi — Conte Giuseppe Cavalli di Olivola, Testimonio — Giacinto Catalengo, Testimonio
[Notaio Ceressa], Notaio.
III. Il Testamento di Gaspare Tignola
Redatto li 29 ottobre 1783 — aperto e pubblicato li 23 gennaio 1784
Riflettendo alla mia condizione mortale, io sottoscritto Gasparo Tignola, Maggiore Comandante nel Reggimento d’Artiglieria di Sua Maestà il Rè di Sardegna, figlio del fù Signor Giacomo, di questa Città — stante l’incertezza dell’ora della mia morte, et volendo così provvedere mentre mi ritrovo sano per grazia di Dio, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali —, mi sono risoluto e determinato di fare il presente Testamento nuncupativo, tacito e sigillato, con il mezzo d’una persona di mia piena confidenza.
Raccomandazione dell’anima
Fin d’ora raccomando la mia Anima immortale all’Infinita Misericordia di Dio mio Creatore, acciò si degni riceverla per li meriti infiniti di Giesù Cristo Redentore, et per la particolare intercessione della Vergine Maria, de’ Santi Angeli Custodi e de’ Santi Protettori, di tutto cuore, sperando un felice passaggio alla beata e gloriosa Eternità in Cielo.
Funerali
Fatto cadavere il mio corpo, ordino al mio Erede Universale di far recitare l’Ufficio de’ Defunti in casa, alla presenza del Cadavere, da tal numero di Religiosi Regolari o di Poveri dell’Ospedale di [San Simeone?], mediante la consueta elemosina.
Quanto alla Sepoltura, le spese delle pompe e funzioni militari, e l’accompagnamento del mio Cadavere alla Parrocchiale, oltre alli Sacerdoti fissi e competenti, saranno accompagnati da quaranta assistenti del suddetto Ospedale con la consueta elemosina secondo il loro stato. Saranno celebrate cinquecento Messe da Sacerdoti et in Chiese, che la Signora mia Erede farà dire un mese dopo il mio decesso.Legato al domestico Giuseppe Giordano
In primo luogo lascio a Giuseppe Giordano, mio Domestico, tutti li abiti, le camicie, le calze et ogni indumento personale, esclusi gli oggetti preziosi. Inoltre gli lascio tutto ciò che si ritroverà al mio decesso nel Guardaroba, del quale avrà l’intera e piena disponibilità. Ordino inoltre che detto mio Domestico goda, per tutta la sua vita naturale, d’un Alloggio per sè nelle Camere della mia Casa et Abitazione, al pianterreno o al piano più comodo, senza alcuna pigione. Et gli lascio una pensione annua di centoventi Lire, pagabili per semestri a partire dal mio decesso, oltre al vestiario che gli ho somministrato. Raccomando e consiglio alla Signora mia Erede di volerlo liberamente ricompensare, secondo la vera volontà del mio Domestico Giuseppe Giordano.
Legato a Domenica Gandolfa
Lascio a Domenica Gandolfa, mia Domestica, la somma di centocinquanta Lire, pagabile in una sol volta, un mese dopo il mio decesso. Et prego li Signori Direttori del Venerabile Ospedale della Carità di volerla — come ne sono persuaso — accogliere e mantenere per il resto della sua vita in detto Ospedale.
Legato a Clara Secco
Lascio a Clara Secco, moglie di Giovanni Rustichelli, la somma di duecento Lire.
Legati di carità
Lascio a Genoieffa Bellico Canneva la somma di settantadue Lire annue, a titolo di carità. Et sotto il medesimo titolo di carità, lascio a Giovanni Antonio Thesio settantadue Lire annue, in ragione di sei Lire il primo d’ogni mese, durante la sua vita naturale.
Legato alla figlia di Cattarina Ambrosio
Lascio inoltre alla figlia di Cattarina Ambrosio, mia Domestica, la somma in capitale di ottocento Lire, che le sarà versata al tempo del di lei Matrimonio, a carico della Signora mia Erede e de’ suoi.
Legato ad Adelajde
Lascio ad Adelajde la somma di centocinquanta Lire, pagabile dalla Signora mia Erede.
Legato al figlioccio Chirurgo Gasparo Verna
Desidero che il Signor Chirurgo Gasparo Verna, che ho tenuto al Sacro Fonte del Battesimo, abbia qualche ricordo da parte mia ; lascio a lui et alli suoi genitori la somma di cento Lire, a semplice richiesta e conformemente agli ordini della Signora mia Erede Universale.
Legato della vigna al Commendatore d’Antoni
Non sapendo in qual modo manifestare la lunga Amicizia et la grandissima Stima che ho sempre professato al Signor Commendatore De Antoni², Maggiore Generale di Fanteria, Aiutante Generale dell’Armata, e Direttore Generale delle Regie Scuole d’Artiglieria e Fortificazione di Sua Maestà — volendo che egli abbia, durante la sua vita et quando gli parrà opportuno, l’uso de’ miei beni —, gli basterà farne semplice avviso, et gli lascio le chiavi della mia Vigna sita in Moncalieri. Detto Commendatore sarà come il Padrone di questa Vigna, godendo pienamente della percezione de’ frutti et redditi di detta Vigna et della provvista di vino che vi si ritroverà, il tutto durante il di lui soggiorno in detta Vigna con la sua Compagnia et i suoi Domestici.
Legato di un orologio d’oro al Brigadiere Buscolino
Stante la lunga Amicizia con il Signor Cavaliere Ignazio Buscolino, Brigadiere d’Armata, gli lascio per memoria un orologio d’oro che ero solito portare al mio servizio.
Istituzione dell’erede universale in usufrutto
Ho istituito et istituisco Erede in usufrutto di tutti li miei diritti, beni et proprietà nella presente Città, la Signora Vedova dell’Illustrissimo Signor Carlo Devecchi, mia carissima Sorella Genoieffa Tignola, per tutta la sua vita naturale.
Erede in proprietà — I due corpi di casa
Nella proprietà et nel dominio de’ due Corpi delle mie Case istituisco la figlia di detta Signora Genoieffa Vedova Devecchi, mia Sorella, se ne ha o gliene sopravvenga una. In difetto, istituisco nella proprietà et nel dominio di detti due Corpi delle mie Case il Venerabile Ospedale della Carità di questa Città. Alla condizione espressa che detta Signora mia Sorella sia tenuta del Capitale di quindicimila Lire, costituente la sua dote di matrimonio ottenuta dal fù Signor Avvocato Devecchi suo marito, di modo che resti sempre il pegno et l’obbligo di tale somma pagabile a detta Signora mia Sorella et alli suoi Eredi.
Et durante la vita naturale del Domestico Giuseppe Giordano, questi deve avere l’uso della sua Camera senza alcuna pigione.Erede universale — tutti gli altri beni
Per quanto riguarda tutti gli altri beni, effetti et diritti della mia Eredità, d’ogni sorta et specie, istituisco et nomino mia Erede Universale la detta Signora Genoieffa Vedova Devecchi, mia Sorella, confidando che adempirà esattamente ogni legato et disposizione contenuti nel presente Testamento, et voglio che esso abbia forza di mia ultima e Santa volontà ad ogni effetto di ragione. Dispongo inoltre che, se al mio decesso esisterà uno scritto in carta bollata di mia sola mano e firma, che aggiunga o diminuisca li predetti legati et disposizioni, detto scritto avrà la medesima forza et effetto del presente Testamento.
Legato dell’anello all’avvocato amico
Et finalmente lascio al mio intimo Amico l’Avvocato Giuseppe d’Antonio Saccio, per il cui mezzo il presente testamento è stato redatto, per memoria, il consueto anello con brillante contornato di Diamanti, che sono solito portare alla mano destra.
In fede di che, li ventinovè Ottobre Mille Settecento ottantatrè.
Firme : Gaspare Tignola, Testatore — Severino Paspirano, Procuratore — Giuseppe Giordano, Testimonio — Segno di croce di Giuseppe Bonzanino, Testimonio illetterato — Matteo Lorenzo Soffietti, Testimonio — Paulo Ristatore, Testimonio.Attestazione finale
L’atto di Apertura et la Schedula del Testamento sono stati levati dall’originale del minutario per mano di Matteo Lorenzo Soffietti, alli quali sono conformi.
In fede.
Vincenzo Gajdo, Notaio.
Note
¹ « Su le undici ore alla Francese » : il Piemonte del XVIII secolo utilizzava due sistemi orari — alla francese (mezzanotte = ora zero) e all’italiana (tramonto = ora zero). Gli atti notarili precisavano quale sistema fosse utilizzato.
² Identificato con altissima probabilità come Alessandro Vittorio Papacino d’Antoni (1714–1786), Commendatore, Maggiore Generale di Fanteria, Aiutante Generale dell’Armata e Direttore Generale delle Regie Scuole d’Artiglieria e Fortificazione di Torino dal 1755 — il massimo esperto d’artiglieria del Regno di Sardegna del suo tempo, e autore di una serie di trattati pubblicati in diretta collaborazione con lo stesso Gaspare Tignola.
Gaspare (Baldasare Francesco) Tignola
1710 – 1784
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