Il cognome Tignola

Le possibili origini e i significati di un cognome.

Il nome Tignola risale, con ogni probabilità, a un’unica e medesima radice latina: tinea, termine che in origine indicava qualsiasi verme roditore (che si trattasse di un insetto divoratore di tessuti o di un’affezione cutanea attribuita, per analogia popolare, a un “verme” sotto la pelle). Da questo unico ceppo derivano due rami distinti in italiano, ed è proprio dalla loro vicinanza che nascono le ipotesi più solide per spiegare il cognome.


Lla tignola

La prima pista è la più diretta: tignola è semplicemente la parola che indica la tarma dei vestiti, dal latino tardo tineŏla, diminutivo di tinea.

Trasformare il nome di un insetto o di un piccolo animale in cognome è uno dei meccanismi meglio documentati nella formazione dei cognomi. Gli esempi non mancano: Farfalla, Grillo, Vespa, Mosca, Cicala, Formica sono tutti cognomi italiani che, come Tignola, sono passati direttamente dal regno animale allo stato civile, senza alcun passaggio toponomastico o professionale.

Questo tipo di nome presenta una difficoltà, poiché spesso è impossibile ricostruirne l’origine a distanza di secoli. Resta quindi possibile che un nostro antenato dovesse questo soprannome alla propria discrezione, a una corporatura minuta, a un mestiere legato alla tessitura o alla lana (la tarma attaccandosi proprio a questi materiali), oppure a un aneddoto familiare ormai perduto.

Questa zona d’ombra non è un difetto dell’ipotesi: è la norma per l’intera categoria di questi nomi, e l’assenza di una spiegazione recuperabile non va confusa con l’assenza di fondamento.

La tigna

La seconda spiegazione viene dall’altro versante della stessa radice: tigna.

La tigna era un’affezione del cuoio capelluto estremamente diffusa prima dell’igiene moderna. Questa parola ha conosciuto una vita semantica ricca: indicava dapprima chi era affetto dalla malattia, per poi finire col designare una persona testarda e coriacea, significato che sopravvive ancora oggi in alcuni usi regionali, dove “essere una tigna” evoca sempre qualcuno di insistente, ostinato, o difficile da scoraggiare.

Un’origine geografica? L’evoluzione di un altro nome?

Da quanto le nostre ricerche hanno potuto rivelare finora, è poco probabile che il nome derivi da un luogo geografico o dall’evoluzione del nome di un’altra famiglia.

Nessun comune né alcuna frazione italiana porta il nome di Tignola. E i nostri stessi archivi dimostrano che, quando questa famiglia si è identificata tramite un luogo, lo ha fatto fedelmente: Giovanni Domenico Tignola, detto “de Marentino”, portava il nome esatto della sua località piemontese, senza la minima alterazione.

Le piste che farebbero derivare Tignola da un toponimo vicino (Vignola, Lignola, o persino la città di Nola vicino Napoli) richiederebbero tutte trasformazioni consonantiche che non trovano riscontro in alcuna regola fonetica o dialettale italiana. Un nome di luogo, diventando cognome, si conserva di norma inalterato.

In conclusione

Per quanto solide, queste piste non pretendono di chiudere il dossier. Un cognome si trasmette talvolta per vie che né la lingua né gli archivi hanno conservato (una deformazione locale scomparsa insieme al dialetto che la portava, un atto notarile ancora introvabile, un soprannome il cui significato si è perso nel giro di una generazione). Non si può escludere che un’altra spiegazione, più esatta o più antica, dorma ancora in un registro parrocchiale che nessuno ha riaperto.