Il militare Gaspare

Ritratti · Torino, Italia · 1710 – 1784

Il militare Gaspare

Insegnante, autore e ufficiale superiore nell’esercito del Regno di Sardegna.

Torino, XVIII secolo


Gaspare Giacomo Tignola appartiene a quella generazione di ufficiali eruditi che fecero del Regno di Sardegna uno dei principali centri europei dell'insegnamento militare nel secolo dei Lumi. Nato a Torino nel 1710, figlio di Giacomo Tignola, dedicò la maggior parte della sua vita al servizio dell'artiglieria reale, dove condusse parallelamente una carriera di ufficiale, insegnante e autore. Maggiore Comandante nel Corpo Reale d'Artiglieria, prese parte alla profonda trasformazione delle scienze militari che contraddistinse il XVIII secolo, quando la matematica, la meccanica e la fisica divennero discipline indispensabili alla formazione degli ufficiali.

La sua carriera è strettamente legata alle Regie Scuole Teoriche e Pratiche d'Artiglieria e Fortificazione di Torino, istituzione d'eccellenza creata per formare gli ingegneri e gli ufficiali chiamati a servire la monarchia sabauda. In queste scuole, Tignola insegnò in particolare la geometria, la trigonometria e l'artiglieria pratica, contribuendo a formare diverse generazioni di ufficiali. La sua attività pedagogica non si limitò all'insegnamento orale: partecipò alla redazione di manuali destinati agli allievi e pubblicò in particolare il Dell'Artiglieria pratica per le Regie Scuole teoriche d'Artiglieria e Fortificazione, opera concepita come un vero e proprio trattato d'istruzione. Con il suo approccio metodico, fondato sull'esperienza tanto quanto sui principi matematici, questo libro testimonia la volontà di dotare i futuri ufficiali di una formazione scientifica rigorosa, in un'epoca in cui le scuole militari di Torino erano tra le più rinomate d'Europa.

L'opera di Gaspare Tignola si inserisce in un ambiente intellettuale di particolare rilievo. Egli lavorò a fianco di Alessandro Papacino d'Antoni, direttore generale delle Regie Scuole d'Artiglieria e Fortificazione e figura centrale della riforma dell'insegnamento militare piemontese. Insieme, contribuirono a diffondere una concezione moderna dell'artiglieria, fondata sull'osservazione, il calcolo e la sperimentazione. I trattati pubblicati a Torino nel corso di questo periodo andarono ben oltre i confini del Regno di Sardegna e parteciparono alla diffusione delle conoscenze tecniche in diversi Stati europei. Se la storia ha maggiormente tramandato il nome di Papacino d'Antoni, quello di Gaspare Tignola merita di essere associato a questa impresa collettiva che fece di Torino un centro di riferimento nel campo delle scienze militari. Soprattutto considerando che Gaspara avrebbe poi ricoperto i ruoli di Maggiore e Prefetto per gli affari di artiglieria, nonché di Maestro e Rettore delle stesse Scuole Reali di Teoria e di Munizioni.

Gli archivi permettono altresì di intravedere l'uomo dietro al militare. Il suo testamento, redatto il 29 ottobre 1783, rivela una personalità profondamente legata alla famiglia, fedele agli amici e attenta alla sorte di coloro che vivevano al suo servizio. Egli istituisce sua sorella Genoieffa Tignola come erede universale, provvede ad assicurare il futuro dei suoi domestici mediante pensioni e lasciti generosi, e riserva diverse donazioni a persone care nonché a opere di carità. Uno dei passaggi più significativi riguarda Alessandro Papacino d'Antoni, al quale lascia in uso la sua vigna di Moncalieri in segno della loro «lunga amicizia e grandissima stima». Questa disposizione, eccezionale per la sua natura, lascia intravedere legami personali profondi tra i due uomini, ben al di là della loro collaborazione professionale.

Oggi Gaspare Tignola rimane una figura discreta della storia delle scienze militari piemontesi. Eppure i documenti conservati permettono di misurare l'importanza del suo contributo. Ufficiale, professore e autore, partecipò alla trasmissione di un sapere tecnico che contribuì alla reputazione delle Regie Scuole di Torino e alla modernizzazione dell'artiglieria del Regno di Sardegna. Il suo percorso illustra quello di quegli uomini di scienza il cui nome è talvolta eclissato da quello dei loro contemporanei più celebri, ma il cui lavoro quotidiano fu essenziale allo sviluppo dell'insegnamento militare nel secolo dei Lumi.

Il busto, le armi e la lapide in omaggio a Gaspare 5 p.
Il busto, le armi e la lapide in omaggio a Gaspare

Il Busto di Gaspare


Gaspare Giacomo Tignola (1719–1784) lasciò una casa all'Ospizio di Carità di Torino. Fu in riconoscimento di questo lascito che la Congregazione di Carità commissionò la sua effigie allo scultore torinese Giovanni Battista Bernero (1736–1796). Il busto fu saldato nel gennaio 1792, ossia otto anni dopo la morte del soggetto. La commissione comprendeva anche le armi, la lapide e la sua iscrizione.

Collocato inizialmente nei locali dell'antico Regio Ospizio di Carità, in Contrada di Po, il busto fu trasferito nella sua sede attuale alla fine del luglio 1888 dallo scultore Arturo Rossi, insieme alla lapide e al blasone che lo accompagnavano. Restaurato in occasione della grande esposizione torinese del 1980 dedicata alla Cultura figurativa e architettonica negli Stati del Re di Sardegna. Gaspare (Baldasare Francesco) Tignola Gaspare (Baldasare Francesco) Tignola 1710 – 1784 Vedi nell'albero ↗