Il prelato Gennaro

Ritratti · Napoli, Italia · 1883 - 1946

Il prelato Gennaro

Alto dignitario della Chiesa napoletana, confessore della regina Elena d’Italia.

Napoli, XX secolo


Nato a Napoli nel 1883, Gennaro Tignola crebbe in una città in cui la Chiesa occupava un posto essenziale nella vita quotidiana. Fu ordinato sacerdote dal cardinale Giuseppe Prisco, filosofo e teologo di fama, arcivescovo di Napoli dal 1898 al 1923. Fu inoltre quest'ultimo a nominarlo accolito presso la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie ai Ponti Rossi, oggi nota come Chiesa di San Tarcisio, nel quartiere di Capodimonte.

Il Bollettino ecclesiastico dell'arcidiocesi di Napoli (edizione del 1946) ripercorre con precisione il suo cammino e rivela un uomo il cui ministero fu costantemente rivolto al servizio degli altri, in particolare dei più vulnerabili. Esercitò come cappellano presso l'Ospedale degli Incurabili, il grande istituto storico fondato nel XVI secolo, fu segretario dell'Opera per la preservazione della fede, poi delegato dell'arcivescovo per l'insegnamento religioso nei collegi. Durante la guerra di Libia (1911-1912) accompagnò spiritualmente i soldati inviati al fronte nonché i feriti curati all'ospedale militare. In seguito assunse la direzione spirituale del Seminario maggiore arcidiocesano, del Seminario di San Aspreno, delle Figlie di Maria e delle Suore catechiste di Casoria.

Fra tutte le responsabilità che gli furono affidate, una rimane particolarmente notevole: Gennaro Tignola contava tra le persone vicine alla regina Elena d'Italia, della quale era al tempo stesso amico e confessore. Moglie del re Vittorio Emanuele III e regina dal 1900 al 1946, Elena era nota per la sua profonda pietà, la sua discrezione e il suo costante impegno accanto ai malati e ai più bisognosi. Manteneva rapporti di fiducia con pochi ecclesiastici soltanto, e Gennaro Tignola faceva parte di questa ristretta cerchia.

La tradizione familiare ha conservato il ricordo di un episodio che dice probabilmente più di lunghi discorsi sul legame che li univa. Gravemente ammalatosi, il sacerdote dovette restare a letto per diversi mesi. Desiderosa di avere sue notizie, la regina decise di fargli visita a casa. Al suo arrivo fu accolta nel salotto della casa, dove si trovava un grande divano di velluto. Vi rimase diverse ore a intrattenersi con il suo fedele confessore. Non è difficile immaginare l'emozione che una simile visita reale poté suscitare in tutto il quartiere.

Gennaro Tignola si spense a Napoli nel 1946, l'anno stesso in cui la monarchia italiana scomparve. Lascia il ricordo di un sacerdote discreto, instancabile e profondamente umano, che consacrò tutta la sua esistenza al servizio delle anime, appartenessero esse ai più umili o ai più illustri.




Gennaro Tignola
Gennaro Tignola intorno al 1930



Elenco delle funzioni riportate nel Bollettino ecclesiastico dell’arcidiocesi di Napoli: (Edizione 1946, pagine 102-104)

  1. Nominato accolito dal cardinale Prisco presso la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie ai Ponti Rossi (oggi Chiesa di San Tarcisio),
  2. Cappellano dell’Ospedale degli Incurabili,
  3. Segretario dell’Opera per la preservazione della fede,
  4. Delegato dell’arcivescovo per l’insegnamento religioso nei collegi di Napoli,
  5. Confessore dei soldati in partenza per la Libia,
  6. Confessore dei pazienti dell’ospedale militare di Napoli,
  7. Confessore delle Suore d’Ivrea al Vasto di Napoli,
  8. Confessore del Seminario maggiore arcidiocesano di Napoli,
  9. Confessore del Seminario di San Aspreno di Napoli,
  10. Direttore spirituale delle Figlie di Maria,
  11. Direttore spirituale delle Suore catechiste di Casoria.
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