Michel Devochelle • una morte sotto l'Occupazione

Storie · Calais · Polincove · 1910 – 1941

Michel Devochelle • una morte sotto l'Occupazione

Un venditore ambulante travolto dalla guerra alla vigilia dei suoi trentun anni.

Prima della guerra

Michel Devochelle nasce nel 1910, in quel Nord di frontiera dove si vive al ritmo del mare, del carbone e dei mercati. Prima che la guerra sconvolgesse tutto, si guadagna il pane come venditore ambulante. È un mestiere fatto di strada e di pazienza, di giri, di fiere e di mercati di paese, dove si conosce ognuno per nome e dove si scambiano tante notizie quanta merce. È un uomo del contatto, dalla parola facile, radicato nella sua comunità.

Il 27 marzo 1940, a Calais, sposa Immacolata Tignola. Le due famiglie si conoscevano già: la sorella di Michel, Simone Devochelle, aveva sposato Gennaro Tignola nel 1923, ed è per suo tramite che Michel conobbe Immacolata. Così, una seconda volta, un Devochelle si univa a un Tignola, stringendo legami annodati anni prima.

Ma il momento è singolare per sposarsi: la Francia è in guerra da sei mesi, in quella « drôle de guerre » sospesa in cui si attende il temporale senza che ancora scoppi. Michel e Immacolata uniscono le loro vite sull’orlo di un abisso che non sospettano. Restano loro, in realtà, meno di due mesi prima che il fronte crolli e che la loro esistenza comune vacilli.

Il 602º reggimento di pionieri

Mobilitato, Michel presta servizio nel 602º reggimento di pionieri. Queste unità occupavano un posto singolare nell’esercito francese. Né truppe d’assalto né combattenti di prima linea in senso classico, i pionieri erano reggimenti semi-civili: i costruttori e i facchini della guerra. La loro missione era la sistemazione del terreno, i lavori di fortificazione, la logistica e il sostegno del corpo d’armata: scavare, costruire, trasportare, riparare, tutto ciò senza cui un esercito non regge.

Il reggimento si organizzava attorno a uno stato maggiore e a due o tre battaglioni, ciascuno di quattro compagnie. Il suo armamento ne diceva la funzione: qualche fucile mitragliatore e mitragliatrici leggere per difendersi, ma né artiglieria né mezzi anticarro. Di fronte ai blindati tedeschi che dilagheranno nel maggio 1940, uomini armati di pale e di fucili leggeri. Il divario di natura tra queste unità di lavoro e la guerra lampo che si abbatté su di esse dà la misura di ciò che fu la campagna di Francia per tanti mobilitati.

La caduta di Calais

Calais cade il 26 maggio 1940. Il porto non cedette senza lotta: la sua difesa, condotta palmo a palmo, fu tra gli episodi che, trattenendo le forze tedesche, contribuirono a coprire la ritirata alleata verso Dunkerque e l’evacuazione che vi si giocava. Ma la città finì per soccombere, e il Calaisis passò sotto occupazione tedesca.

Michel viene allora posto agli arresti domiciliari nella sua casa di Polincove, con Immacolata. Per la coppia sposata poche settimane prima, l’orizzonte si richiude: la vita sotto l’Occupazione, le sue restrizioni, i suoi lasciapassare, la sua diffidenza permanente, e quella collera sorda che molti ingoiavano per prudenza, ma che non tutti riuscivano a tacere.

La sera del 31 gennaio 1941

Quella sera, mentre la regione è colpita da una grande ondata di freddo e infuria una tempesta, Michel non ha più sigarette. Nulla di più banale: decide di recarsi al negozio del paese per comprarne e coglierne l’occasione per raggiungere i suoi compagni. Un gesto ordinario, di quelli che scandiscono le serate di un uomo nel suo villaggio.

Come sua abitudine, non usa mezze parole contro l’occupante. Critica aspramente i Tedeschi, dice ad alta voce la sua speranza di vedere la Francia liberata. Di quei discorsi che molti pensavano sottovoce e che lui lanciava senza giri di parole, con la franchezza di un uomo di mercato. Ma quella sera, il caso lo tradisce: dei soldati tedeschi si trovavano nel retrobottega, e lo udirono.

L’indomani mattina, il suo corpo fu ritrovato senza vita in località Pont d’Asquin, nelle acque del fiume chiamato Meulestroom. Era il 1º febbraio 1941, il giorno del suo trentunesimo compleanno.

Immacolata

La guerra non aveva finito di prendere. Alla morte di Michel, Immacolata era incinta di diversi mesi. Lo shock fu tale che perse il bambino che aspettavano. In pochi giorni, aveva perso tutto: il marito, il loro bambino non ancora nato, l’avvenire che si erano promessi un anno prima davanti all’ufficiale di stato civile di Calais.

Di quel dolore, restò per mesi murata nel silenzio. Non rifece mai la sua vita. Vedova appena sposata, attraversò i decenni seguenti fedele alla memoria di Michel, e visse la fine dei suoi giorni il più vicino possibile ai suoi cari, circondata dalla famiglia.

La loro storia comune sarà durata soltanto dieci mesi. È quella di un uomo ucciso per aver parlato, e di una donna che gli sopravvisse per tutta una vita.

L'atto di morte di Michel 1 p.
L'atto di morte di Michel
Michel (Xavier Joseph) Devochelle Michel (Xavier Joseph) Devochelle 1910 – 1941 Vedi nell'albero ↗